01. biografia

ACQUAFRESCA… UN NOME, UN DESTINO.

Le prime informazioni relative alla famiglia Acquafresca, si trovano già intorno alla metà del ‘600. Si hanno infatti, notizie di tal Matteo Acquafresca (1651-1738), costruttore d’armi, discendente di una famiglia di fini ed apprezzati artigiani, famosi e riconosciuti inventori della retrocarica. Come un sottile segno del destino, o di un ciclo storico che si ripete, già nel lontano XVII secolo, gli Acquafresca erano abilissimi nelle cesellature, alcune delle quali, realizzate sui calci dei fucili, raggiungevano il massimo della raffinatezza dell’epoca. Secoli dopo nasce a Firenze Fabrizio Acquafresca. All’età di 13 anni, Fabrizio inizia a lavorare in un piccolo laboratorio di oreficeria, mostrando subito spiccate doti creative e una forte originalità. Desideroso di scoprire nuove forme d’arte e di sperimentare nuove tecniche, dopo due anni entra nella bottega del Maestro argentiere Brandimarte, dove inizia ad imparare l'arte della lavorazione dell'argento. Acquafresca apprende ed esegue tutte le fasi, dalla fusione alla saldatura, dalla pulimentatura al cesello. Ed è proprio come cesellatore che riesce ad esprimere al meglio la sua vena artistica. Gli anni passati a lavorare l’argento, il concetto del chiaroscuro che prende vita dallo sbalzo e dal cesello, le innumerevoli sfumature di grigio create dalla luce che incontra il metallo, portano Fabrizio Acquafresca ad un nuovo, ulteriore passo nella sperimentazione artistica.
È la volta del carboncino. I materiali sono sempre quelli naturali: legno, carbone, luce.
E con questi nuovi elementi ritrova il chiaroscuro che aveva sperimentato con l’argento.
Dopo circa 20 anni di creazioni di opere in argento di grande prestigio, il Maestro Acquafresca decide di dedicarsi all’insegnamento dell’arte dello sbalzo e del cesello. Attualmente il Maestro Fabrizio Acquafresca esegue opere in proprio e su commissione e insegna sbalzo e cesello in numerose scuole d’arte, in Italia, in Europa e negli Stati Uniti.